Il femminismo nella mia vita è stato fino all’età adulta un qualcosa attinente alla mia persona, un tratto della mia identità. Sono cresciuta d’altra parte in un ambiente che dichiarava, almeno a parole, che valevo quanto i maschi. E quindi la mia autodeterminazione, il mio successo… tutto era alla mia portata, tutto sulle mie spalle. Non ho sviluppato l’idea dello stare insieme tipico degli anni Settanta, ero troppo impegnata a prendere i miei treni.

Indaffarata sono passata attraverso gli anni Novanta e quell’illusione che fosse stata raggiunta una “pace” tra uomini e donne. Ma poi… è sopraggiunto dapprima il ventennio berlusconiano improntato alla più becera misoginia, così incredibile che ci ha lasciate più basite che rivoltose; e infine gli anni di liberazione e crisi, un connubio che ci ha ferite profondamente.

Ho percepito che ciò che avevo dentro urgeva di essere condiviso, avevo maturato l’esigenza alla solidarietà di altre persone che come me sentono lo stomaco in subbuglio a certe immagini/pensieri/parole/opere/omissioni.

E da questa voglia è iniziata la mia personale ricerca di un confronto.

La prima difficoltà che ho incontrato nel mio percorso iniziato a fine estate 2016 è stata quella di non poter contare su di un interlocutore unico.

In Italia, infatti, i movimenti collegati nella lotta femminista sono stati e tutt’ora sono molti; da quelli storici che si proclamano universali a quelli che riconoscono la specificità delle varie condizioni sociali, da quelli che praticano il separatismo a quelli che includono anche uomini. Orientarsi in tale mare magnum non è un’impresa non banale. Fortunatamente la mia ricerca ha incontrato poco tempo dopo la grande mobilitazione caldeggiata da Non una di Meno.

Non una di Meno è un movimento promosso da Dire (Donne in rete contro la violenza), Udi (Unione Donne Italia) e rete romana IO Decido che si batte contro la violenza maschile sulle donne. A questa rete hanno aderito centinaia di associazioni, collettivi e singole (come me) che hanno portato alla manifestazione di piazza del 26 novembre partecipata da oltre 250 mila persone. La violenza maschile sulle donne non è un fatto privato, non è un’emergenza ma un fenomeno strutturale e trasversale della nostra società e per tale ragione si sta elaborando un Piano Femminista contro la violenza alle donne da presentare alle istituzioni articolato su 8 punti sviluppati da altrettanti Tavoli di lavoro.

Al fine di continuare a portare avanti questa lotta, il movimento Non una di meno ha aderito e rilanciato lo sciopero globale delle donne: l’8 marzo si incroceranno le braccia interrompendo ogni attività produttiva (lavoro propriamente detto) e riproduttiva (lavoro di cura, domestico, informale, con bambini, anziani, parenti,etc.) con astensione dal consumo e dall’uso dell’energia elettrica per gli elettrodomestici. 

Lo sciopero, dunque, è lo strumento che il movimento femminista in atto ha scelto e che si darà contemporaneamente in 40 paesi del mondo, perché la violenza di genere non si combatte con l’inasprimento delle pene, ma con una trasformazione radicale della società e delle relazioni, delle condizioni di vita e di lavoro.

Di seguito tutti gli appuntamenti previsti per la giornata a Roma di cui sarò entusiasta testimone:

  • h 8 via di casal boccone 188/190

NON UNA DI MENO, NESSUNA DA SOLA!

presidio delle lavoratrici Almaviva contro i licenziamenti

  • h 9 Piazza San Cosimato per raggiungere insieme il Miur (Trastevere)

SCUOLA LIBERA TUTT*

Piazza della Formazione alle differenze, contro la “buona scuola” e i suoi decreti attuativi.

  • h 10 Regione Lazio – Piazza Oderico da Pordenone (Garbatella)

LIBERE DI SCEGLIERE, PRONTE A REAGIRE!

Piazza della Salute, dell’Autodeterminazione e del Lavoro

  • h 11 Università la Sapienza – Piazzale della Minerva

IL SAPERE E’ LA NOSTRA ARMA!

Piazza dell’Università e della Ricerca libere, laiche e accessibili a tutt*

  • h 11 Piazza Madonna di Loreto – presidio delle educatrici dei nidi di Roma.
  • h 17 COLOSSEO

CORTEO

SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, NOI SCIOPERIAMO

Melania Mieli - Blogger

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