Ho aspettato questo momento con grande trepidazione. La giornata delle donne quest’anno è una giornata diversa, un momento storico, una protesta globale.

Oggi da Roma a Berlino, da New York a Madrid, scendiamo con un messaggio uguale, scritto in tante diverse lingue.

Quest’anno, noi donne non andremo a fare la pizza con le amiche, e tanto meno non staremo lì a riempire i nostri vasi con le mimose regalateci dai nostri compagni o amici.

Stavolta, scendiamo in piazza. Stavolta, scioperiamo, marciamo, protestiamo e urliamo. Stavolta, per usare le parole dello slogan della rete Non Una Di Meno, “se le nostre vite non valgono, ci fermiamo”.

If our lives

Solo negli ultimi mesi, abbiamo assistito alle tragiche notizie del suicidio di Tiziana Cantone, alla vergognosa campagna del Fertility Day, alla proliferazione di gruppi su facebook mirati alla umiliazione e allo stupro virtuale delle donne, a commenti maschilisti di donne contro donne a Sanremo, alle statistiche aggiornate del femminicidio.

Mi manca il fiato. A chi ci chiede perché scioperiamo, vorrei dire tante cose. Un blog non basterebbe ad includere tutte. Ed è per questo che proprio oggi lanciamo il nostro nuovo progetto. Perché oggi è solo l’inizio. Perché da domani continueremo a parlare, e ad urlare.

Ma di noi, possiamo parlarne in un altro momento perché oggi dobbiamo restare unite. Lasciamo da parte le differenze sociali, le appartenenze politiche, le opinioni su cosa debba o non debba essere il femminismo e marciamo insieme.

Scioperiamo in nome di tutte quelle bambine e ragazzine di oggi, affinché possano ambire ad un futuro in cui non si ritrovino a dover scioperare per essere ascoltate. Affinché crescano in un mondo in cui sappiano di poter diventare ed essere ciò che vogliono, a prescindere da ciò che la società dice loro di fare. Ma soprattutto senza il timore di violenze.

Scioperiamo perché i diritti delle donne sono diritti umani. Perché non crediamo che le nostre differenze fisiche, siano una ragione valida per perpetuare differenze sociali.

Scioperiamo perché siamo stanche. Siamo stanche di dover uscire per strada sentendo i commenti sul nostro corpo di chi ci urla dalla macchina. Siamo stanche di dover sorridere a sconosciuti per strada per paura di essere afferrate e violentate. Siamo stanche di dover sentirci in dovere di coprire il nostro corpo per paura che qualcuno ci dica che siamo delle poco di buono. Siamo stanche di sentirci dire che il nostro ruolo si limita a quello di fare figli. Siamo anche stanche di sentirci dire che cosa possiamo e non possiamo fare in quanto donne.

Che siamo casalinghe con figli, donne in carriera, o che siamo ragazze madri, o ragazze lesbiche, per la società saremo sempre e comunque delle malafemmine.

Il numero dei partner con i quali andiamo a letto diventa l’unità di misura della nostra individualità.

La taglia di seno che portiamo definisce la soglia della nostra “facilità”

Il modo in cui ci vestiamo diventa il parametro della nostra dignità.

Come decidiamo di vivere la nostra vita, da madri, o da donne in carriera, diventa il canone del nostro essere vere donne.

Quest’anno risparmiatevi le mimose. Marciate e urlate con noi, con Non Una Di Meno, con Women’s March e con tutte le donne dei 40 paesi che scendono in piazza.