Lodare un certo gruppo di donne a discapito delle altre non è femminismo. A spiegarlo a Kendrick Lamar, ci hanno pensato le donne sui social media.

Pochi giorni fa, il cantante ha fatto notizia con il nuovo singolo “Humble”. Mentre il video e la canzone hanno già riscosso immenso successo, meno è stato il successo dei suoi testi.

“Sono dannatamente stufo e stanco di Photoshop – Fammi vedere qualcosa di naturale come l’afro di Richard Pryor – Fammi vedere qualcosa di naturale come un culo con le smagliature” recita Kendrick nella sua canzone.

Mentre testate giornalistiche come il Time, e Vogue, si sono affrettate a complimentare la canzone per la sua capacità di offrire messaggi sulla vera bellezza, cè  chi per fortuna ha notato esattamente il contrario.

Molte  Tweet1donne hanno prontamente espresso la propria indignazione sui social media, riflettendo sul fatto che “gli uomini non comprendono che al fine di farci sentire bene, NON dovete dirci che ci trovate sexy se siamo in un modo o nell’altro”.

 

Criticare una parte di donne, che nel caso di Kendrick sono coloro che si sottopongono alla chirurgia plastica o modificano le proprie foto su Photoshop, per complimentarne altre, è tutt’altro che un atteggiamento femminista.

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“Far sentire piu forti un gruppo di donne, mentre si criticano delle altre, non è molto profondo”.

 

 

Altre scrivono anche che, nonostante l’amore per la musica di Kendrick, vi sono una serie di problematiche quando il cantante parla di donne.

 

“QuellTweet3a parte del testo di Humble è pericolosa. Kendrick avrebbe potuto & dovuto utilizzare la sua piattaforma come mezzo per risollevare tutte le donne, anche quelle che si sottopongono alla chirurgia”.

In un mondo in cui il mondo della musica, e il rap in particolare, continua a essere mezzo di umiliazione delle donne e propagazione di una cultura sessista, speravamo tutte che Kendrick facesse di meglio.

Nel richiedere un afro e delle smagliature, Lamar invece finisce per chiedere alle donne di fare ciò che LUI desidera, pretendendo cioè che le donne appaiano in un certo modo PER SE’ STESSO.

Incoraggiare le donne a continuare a preoccuparsi della propria apparenza, puntando su concetti quali “naturale” o “reale”, non è un approccio femminista. Come di certo non lo è il testo di Kendrick.  Al contrario, Lamar non solo continua a mettere le donne in competizione tra di loro, ma  diffonde anche il mito per il quale il modo in cui dobbiamo gestire i nostri corpi, debba rispondere a ciò che gli uomini richiedono.

Ma il femminismo non è questo.

La falsa retorica femminista del lodare il look naturale o le modelle curvy, a discapito delle donne magre o col trucco, è sinceramente stancante.  L’idea che dobbiamo liberarci del trucco, o del reggiseno, per essere femministe è sbagliata. Farci un selfie o metterci il mascara non significa adattarci al patriarcato.

Quindi, caro Kendrick, la prossima volta, se vuoi fare il femminista, smetti di dire alle donne cosa debbano o non debbano fare.

Perchè il femminismo è essere libere di fare ciò che ci pare e piace.

Magari la prossima volta andrà meglio.