Sempre più donne stanno parlando della vita senza figli e questo è di aiuto a molte

Laura LaVoie vive ad Ashville, North Carolina e lavora come scrittrice, non sorprende quindi che conosca il valore della comunicazione. Ha sempre saputo di non volere figli, ma è stato quando ha appreso il termine “child-free” (senza figli) che questo aspetto della sua identità ha acquistato senso. Child-free ha dato fisicità ad un sentimento che aveva provato fin da bambina, facendola sentire, ora da adulta, meno frustrata.

Questo termine le ha anche aperto le porte di una nuova comunità online. Da scrittrice freelance aveva notato che “internet è pieno zeppo di blog di mamme”. Come gruppo, le mamme bloggers stanno facendo un lavoro eccellente: il 14% delle mamme americane ha un blog, alcune sono molto famose e sono riuscite a creare degli spazi in cui le madri possono condividere le proprie esperienze. Ma questo lascia fuori persone come LaVoie, che si è chiesta “Dove sono le voci delle donne come me?”

Questo l’ha portata, cinque anni fa, al sito TheNotMom, uno spazio dedicato a donne che non hanno figli “per scelta o per caso” – come recita il motto del sito. Come scrittrice e come lettrice, LaVoie sa che questo è un posto dove non dovrà sorbirsi argomentazioni offensive tipo “Non saprai mai cos’è l’amore finchè non avrai figli tuoi” sostenute da persone magari anche mosse da un sincero spirito altruista. TheNotMom e la coppia composta da LaVoie e suo marito, apprezzano le prospettive personali raccolte sul sito Families Of Two, dove a raccontarsi sono delle coppie che hanno deciso di non avere figli. Un traguardo storico fu un articolo uscito sul Time magazine nel 2013, protagonista Laura Scott e la sua storia di donna child-free.

Col passare degli anni, dice LaVoie “le storie personali hanno acquisito sempre più valore per me… è bello sentire storie vere” perchè nella vita di tutti i giorni siamo subissati di storie sulla maternità. “Condividere storie vere mette in contatto le persone e da loro un vero senso di comunione.” quel senso di far parte di un gruppo che stava cercando anni fa e non riusciva a trovare in mezzo al mare di blog per mamme.  LaVoie sta portando quella comunità anche offline, servendo come amministratrice per il summit Not Mom, la cui seconda edizione si svolgerà quest’anno.

Una persona che appartiene alla community e interverrà al convegno delle donne senza figli è Rasheda Kamaria, 37 anni, originaria di Detroit. Non odia i bambini, al contrario lavora per rafforzare le capacità delle bambine.  Gestisce un’impresa sociale che offre workshop e vari sistemi di tutoraggio per bambine e giovani donne. Kamaria afferma: “Non devo necessariamente avere figli. Posso fare la differenza per quelli che già sono al mondo.”

Kamaria è sempre stata cosciente del fatto che nonostante ami i bambini, non avrebbe tempo per crescerne di suoi. Quando le altre ragazze stavano progettando una famiglia, lei progettava la sua carriera. I suoi modelli di donne child-free sono sia mega famosi (Oprah e Maria Teresa di Calcutta), che persone normali; in particolare, Kamaria adora Savvy Auntie, un sito dedicato alle Zie-senza-figli.

Proprio come LaVoie, Kamaria si è sentita rivolgere commenti assurdi da gente apparentemente confusa dalla sua volontà di non diventare madre. “Quando incontrerai l’uomo giusto, vedrai cambierai idea” oppure “Hai qualcosa per cui non puoi fare figli?”.

Ma non si è lasciata abbattere e dichiara “Le madri non sono le sole a poter fare la differenza a questo mondo” ed il supporto offerto dalla comunità online, dalle scrittrici coi loro memoirs e ovviamente dal suo gruppo di amici senza figli, è certamente d’aiuto.

Questo genere di risorse non sarebbe potuto esistere 10 anni fa, figurarsi quando LaVoie e Kamaria erano ragazzine. Savvy Autie uscì nel 2008 e The Not Mom nel 2011. E come sottolineano le ricerche, è importante per le lettrici poter fare riferimento alle esperienze di altre donne senza figli.

Una delle più recenti autobiografie di donne senza figli è stata scritta da Paula Knight e si intotla The Facts of Life. Il libro racconta della sua malattia cronica, di una diagnosi difficile e dei conseguenti numerosi aborti spontanei, fino alla decisione presa da Knight e dal compagno, di smettere di provare ad avere figli. Questo ha risvegliato nell’autrice l’interesse per cosa significhi essere una donna che non ha bambini, vuoi per i casi della vita o per determinazione personale. Il suo libro esplora anche questo aspetto da una prospettiva storica e personale.

Come scrive Knight: “Siamo l’unica specie che può scegliere se perpetuare il proprio DNA – la nostra coscienza ce lo permette. Se questa scelta è dunque parte della natura umana, ne consegue che si tratti di una scelta naturale. Anche l’ambivalenza è naturale… così come determinare di non voler mai avere figli.”

Tutte insieme, queste storie sembrano suggerire che non esiste un solo modo di essere genitore non esiste un solo modo di non esserlo. LaVoie enfatizza che ricevere supporto e validazione della propria identità non significa negare le esperienze altrui.

“Non significa essere contro le mamme; questa è un’esperienza che facciamo tutte.” aggiunge.

Traduzione del blog http://www.sheknows.com/health-and-wellness/articles/1133441/women-share-childfree-stories a cura di Beatrice Toniolo