La scorsa notte sono stata svegliata dalle urla di una donna. Urla che con la finestra chiusa non sarei mai riuscita a sentire.

Mi sono subito affacciata alla finestra. Una donna urlava ad un uomo, implorandolo di smettere di seguirla.

In quel momento, il mio corpo è entrato in uno stato di panico. Non sapevo cosa fare. Sapevo di non poter scendere perchè sarebbe stato pericoloso. Sapevo anche che chiamare la polizia avrebbe fatto passare troppo tempo. In questo stato di shock, per fortuna è intervenuto prontamente il mio ragazzo. E’ sceso, ha preso la bici e ha cercato la donna. Per fortuna l’uomo che la seguiva se ne era andato e la donna è entrata in casa al sicuro.

Sicuramente, sarebbe stato meglio allertare la polizia poiché situazioni come queste sarebbero potute degenerare in atti di violenza come quelli che hanno colpito i due uomini che sono intervenuti a difesa di due donne musulmane a Portland.

In quello stesso frangente, mentre ero ancora affacciata alla finestra, ho visto un altro uomo che al passare di una donna, le ha chiesto qualcosa. La donna ha continuato a camminare, accelerando il passo, mentre quest’uomo le urlava “che peccato, che peccato”. Probabilmente si riferiva al fatto che lei avesse rifiutato di fermarsi a parlare con lui.

Quando vedi una donna in pericolo, è come se la stessa cosa stesse accadendo a te.

Non esiste una donna che non sappia o che non abbia avuto esperienze simile. Non esiste nessuna donna che non abbia mai temuto che potesse accaderle qualcosa. Non esiste una donna che quando torna a casa da sola di sera, non pensi a quello che potrebbe capitare.

Tutte le donne che ho incontrato hanno diverse storie. Spesso tra di noi, non ne parliamo neanche. A volte è più facile fingere che tutto vada bene e spesso preferiamo non parlare di cose che ci fanno male.

Anche io le mie esperienze le ho sempre tenute nascoste per molto tempo. Poi grazie a questo blog, e grazie all’incontro con altre ragazze, ho deciso di parlarne.

Parlarne mi ha aiutato a cercare e a dare supporto ad altre donne, ma soprattutto mi ha aiutato a sensibilizzare altri uomini.

Nella mia vita ho incontrato uomini che mi hanno detto che sono io quella che esagero, o uomini che mi hanno detto di avere amiche che non hanno mai avuto questi problemi, o uomini che mi hanno detto di ignorare i commenti di certi idioti e di andare avanti.

Ogni volta che ricevo questi commenti, il mio cuore va a pezzi. E’ davvero terrificante e frustrante vedere che persino quelli che consideri i tuoi amici, sminuiscano le tue esperienze e ti facciano per passare per una pazza esageratamente ansiosa.

Ma io non mi arrendo e mi appello a tutti gli uomini che stanno leggendo questo blog.

Quando ci guardate per strada, quando urlate commenti dalle macchine, quando ci seguite, quando fate “battutine”, quando insistite affinché accettiamo da bere, quello che noi donne proviamo è paura.

Quello che per voi può essere un semplice ed innocente flirt, può terrorizzarci. Flirtare va bene ma pretendere che vi diamo attenzioni, o che vi porgiamo un sorriso per strada, è un’altra cosa.

E si magari capita anche che non rivolgiamo la parola a chi di voi ha delle buone intenzioni, ma purtroppo non possiamo distinguere dai buoni e dai cattivi, e ci sono momenti in cui, soprattutto se siamo sole per strada, non abbiamo altra scelta che quella di camminare via.

Cari uomini, vi scrivo questo perché spero che possiate unirvi al nostro fianco per mettere fine a questo sessismo quotidiano e perché anche noi donne possiamo sentirci sicure e libere di camminare per strada senza timori.

Anche di estate. Anche quando ci “scopriamo”.