Per un attimo ci ho pensato: in quel pacifico caffè tra amiche avrei potuto introdurre l’argomento…

«Sapete, lo scorso week end ho tenuto due workshop.»

«Su quale argomento?» avrebbero chiesto interessate.

Prevedere la loro espressione accigliata e le domande maliziose, alle quali mi avrebbero sottoposta se avessi iniziato a spiegare la mia esperienza di docente al festival Xplore Roma 2017, mi ha convinta a tacere.

Xplore, il festival sull’arte della lussuria -che il coreografo e artista berlinese, Felix Ruckert ha creato da oltre 14 anni a Berlino, ed esportato in varie città europee (a Roma per la 5 volta quest’anno)- è esperienza difficile da trasmettere.

L’insieme dei workshop che vi si organizzano – consapevoli di poter contare sull’apertura e la fluidità dei partecipanti- sono complessi da vivere, e ancora più difficili da spiegare a coloro che non hanno avuto la possibilità di sperimentarli sulla propria pelle, di capirli con il proprio corpo.

Per me, avere l’opportunità di essere docente a Xplore  Roma, ha notevolmente arricchito le informazioni raccolte rispetto alla mia prima partecipazione nel 2012.

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Ho impiegato alcune settimane per elaborare le rivelazioni che ho acquisito in questi 3 giorni, su me stessa e sul mio corpo.

Il ruolo di docente, inoltre, mi ha resa decisamente più coinvolta e attenta alle emozioni e ai corpi degli altri. Se fino allo scorso anno gli input erano tutti focalizzati su di me, quest’anno ho dovuto aprirmi al confronto, e il risultato è stato più forte di quanto avrei mai potuto immaginare. Sentire l’effetto dei miei spunti sui partecipanti, scoprire come i contenuti che ho proposto durante i miei due interventi (“Rape culture“ e “Pussy Riot”) crescevano se condivisi, percepire la potenza della messa in atto e analizzare con spirito critico i feedback ricevuti sono privilegi inestimabili.

Durante il primo workshop, Rape culture, ho avuto la dimostrazione che quando la cultura del consenso è forte, ogni genere di desiderio è realizzabile, persino quello che non contempla il consenso stesso. Il secondo laboratorio, Pussy Riot, mi ha profondamente toccata per la vastità della favolosità dei corpi e dei desideri di cui siamo capaci.

In entrambi i casi, ho potuto contare sul supporto di Nehra Stella, che quest’anno ha realizzato la programmazione del festival insieme a Felix, ha moderato i miei interventi, e a cui sono grata per l’occasione, l’ispirazione e la complicità.xplore2

La creatura di Felix e del suo team (Delta e Caprice) ha raggiunto l’obiettivo che si è prefissata per questa edizione romana del 2017, che aveva come tema il “nutrimento“: donare cibo prelibato, servito attraverso laboratori straordinariamente coinvolgenti e alle altrettanto importanti chiacchiere di spessore, che sembrano capitare per caso, ma che in verità sono anch’esse il frutto di un concetto e di una scelta precisa del abile coreografo Ruckert per creare uno spazio unico, collettivamente condiviso.

Non vedo l’ora di tornare a Borgo Paola l’anno prossimo per il 22/23/24 giugno per l’XPLORE ROMA 2018 !

Melania Mieli - Blogger

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Le foto che accompagnano l’articolo sono state scattate all’Xplore Roma 2017 dall’artista Micha Stella.